Se sei maschio e hai ancora una dignità, sei una specie in via d'estinzione.

venerdì 2 novembre 2007

I SUPERPAPA'

(dal Corriere della sera del 3/7/2007)

Nel Regno Unito li chiamano «alpha dad», negli Usa sono i «momblocker»
Mamme attenzione, arrivano i super-papà
Sono i padri dominanti e dittatoriali, che sanno tutto di pappe e pannolini. E mandano in depressione le mogli

LONDRA – La nascita di un figlio cambia molte dinamiche all’interno della coppia, ma spesso si pensa che la persona più colpita dall’arrivo del pargolo sia la mamma (depressione post-parto, iperattività, etc.). Un nuovo trend, che ha appena sfondato in Gran Bretagna, importato come tanti dall’America, ha invece rivelato delle «patologie» che colpiscono solo la figura neo-paterna, trasformando un normale papà in un «control freak».
SUPER PAPÁ - Il fenomeno riguarda l’«alpha dad» (padre alpha), una figura sempre più problematica ma centrale nel panorama delle eguali opportunità delle coppie moderne e a cui il Times ha dedicato martedì un ampio servizio. L’alpha dad nasce come fenomeno Usa, dove viene chiamato con un nome più crudele ma forse più preciso: «momblocker» (letteralmente: bloccatore materno). Il momblocker – recentemente preso di mira anche dal NY Times Magazine - è un padre che si trasforma in un super-papà, iper-dominante e dittatoriale, che ama avere totale controllo sul nucleo famigliare e si rifiuta di delegare anche la più piccola decisione riguardante il proprio pargolo alla di lui mamma. Il momblocker sa tutto sulle pappe, sulle routine e gli orari del bebè, sui pannolini (taglie, marche) e il latte in polvere (se la mamma, orrore, non potesse allattare). L’alpha dad controlla tutto, nulla sfugge alla sua supervisione ed è lui che decide quando e dove andare in vacanza in base alle esigenze del neonato, che lui crede di conoscere meglio di qualsiasi altro. Lui lo cambia, gli fa il bagnetto e lo mette a letto e, se il bebè strilla, è lui che batte la moglie nella corsa alla culla per consolarlo.
FRUSTRATE - Molte donne sognerebbero un marito così, ma quelle che ce l’hanno (e il gruppo è crescente) si sentono depresse, emarginate, comandate a bacchetta e incapaci di avere un rapporto soddisfacente con il proprio piccolo. In molti casi, soprattutto in Inghilterra, l’alpha dad può arrivare a livelli tali di coinvolgimento con la prole da decidere di lasciare il lavoro per diventare uno SAH-Dad (stay-at-home Dad) ovvero un casalingo, spedendo la moglie tutti i giorni in ufficio e lontano dal territorio materno disputato. Questo tipo di padre è il più pericoloso, in quanto quello che sogna, in realtà, è di diventare un «mammo» ed è raro che un rapporto di coppia si salvi in questi casi più estremi. Nella maggioranza dei casi, invece, l’alpha dad è un professionista ben pagato, colto e intelligente, che domina la moglie e il figlio con costanti telefonate tra una riunione e l’altra. Quello che spesso succede a questi «control freaks» è che si esauriscono da soli (spesso con una specie di crollo fisico) e poi tutto torna alla normalità. Fino all’arrivo del secondo bebè.

Commentino di Toman Vanilocar - Son secoli che - a causa della maternità - il maschio viene escluso, tagliato fuori, isolato, ridotto ad un portatore sano di stipendio e nessuno ha mai scrittto una riga in sua difesa. Invece, non appena i ruoli si invertono e la parte tocca ad una donna, scoppia lo scandalo: cuius commoda, care le mie signore, eius et incommoda!

Nuove donne


(tratto dal Corriere delle Sera del 20/8/2007)
I figli? Costano e uccidono il desiderio»
Fa discutere No Kid il libro della psicanalista francese Maier che stila una classifica delle 40 ragioni per non procreare.

I figli? Delle vere e proprie palle al piede. Anzi, dei «parassiti» che vivono alle spalle dei genitori e non esitano un secondo a trascinarli in tribunale. A sostenerlo non è una single dall’orologio biologico ormai in tilt, bensì la scrittrice e psicanalista francese, nonché madre di due bambini, Corinne Maier che nel suo ultimo, provocatorio libro «No Kid. Quarante raisons de ne pas avoir d’enfant» («No Kid. Quaranta motivi per non avere figli», edito da Michalon) rompe il tabù della maternità, rivelando al mondo intero che «senza figli è meglio».
STATO E CAPITALISMO - «Se non avessi avuto dei figli, sarei stata libera di girare il mondo con i soldi guadagnati dai miei libri – scrive la Maier nel suo pamphlet – invece sono costretta a rimanermene a casa, ad alzarmi alle 7 del mattino, a cucinare per tutti e a fare lavatrici. Ci sono dei giorni in cui mi pento di avere dei figli e ho il coraggio di dirlo, al contrario di molte mie amiche, che pensano la stessa cosa, ma non la confesserebbero mai». A suo dire, i responsabili del falso stereotipo «maternità=felicità» sarebbero lo Stato (nel suo caso, la Francia) e la dottrina capitalista: «Lo Stato teorizza l’idea di un certo tipo di famiglia come modo per difendere il nostro nazionalismo – sottolinea la scrittrice – mentre il capitalismo incoraggia le persone a spendere un sacco di soldi, perché fare figli significa creare nuovi consumatori, che hanno bisogno di case più grandi, di macchine più grandi… E tutto questo crea miti fasulli e, soprattutto, ha effetti devastanti sulle donne».
LE RAGIONIDELLA NON MATERNITA' - L’outing della Maier ha scandalizzato la Francia (dove però il volume è diventato uno dei bestsellers dell’estate) e catturato l’attenzione del Times dall’altra parte della Manica, che, dopo l’incontro con la controversa autrice, ha condensato i «40 motivi» del titolo originario in 20 buone ragioni per non avere figli, che spaziano dall’ovvio (la tortura del parto o la schiavitù dell’allattamento) al serio (il pianeta è già sovrappopolato) all’irriverente (le vacanze rovinate per aver scelto mete stupide come EuroDisney solo per far felici i bambini).
«CHILDREN FREE» - Avvertimenti in salsa agrodolce per un mondo «children free» che ha scatenato anche il popolo del web, con forum di discussione sull’argomento e giudizi al vetriolo da parte di quelli che pensano che «figli è bello». Se però siete curiosi di conoscere le «regole di Corinne» e non volete aspettare che il libro venga tradotto in italiano (uscirà per Bompiani l’anno prossimo), questa è una sorta di versione concentrata del perché non fare figli.


Le venti ragioni per non fare figli
In una classifica "ridotta" una parte dei 40 motivi per non scegliere la maternità

1) Il parto è una tortura
2) Diventerete dispensatrici ambulanti di cibo
3) Lotterete per continuare a divertirvi
4) Perderete i contatti con gli amici
5) Dovrete imparare un linguaggio da veri idioti per riuscire a comunicare con i vostri figli
6) I figli uccideranno il vostro desiderio
7) I figli suonano la campana a morto della vostra vita di coppia
8) Fare figli è da conformisti
9) I figli costano
10) Verrete ingannati pensando che non esista niente come un figlio perfetto
11) Sarete inevitabilmente delusi dai vostri figli
12) Tutti si aspetteranno che voi siate una madre prima che una professionista e una donna
13) Le famiglie sono un incubo
14) I figli mettono fine ai vostri sogni dell’infanzia
15) Non smetterete di desiderare la completa felicità per la vostra prole
16) Stare a casa a badare ai figli è incredibilmente noioso
17) Dovrete scegliere fra maternità e carriera
18) Quando arriva un figlio, di solito scompare il padre
19) Ci sono già troppi bambini sul pianeta
20) I figli sono pericolosi: vi portano in tribunale senza pensarci un secondo.

Quote rosa anche in chiesa!

Dopo essere diventate protagoniste sulla scena politica mondiale, le donne preparano l'attacco alla roccaforte maschile per eccellenza, quella protetta dalla sacralità del dogma: il potere spirituale.
Secondo fonti attendibili (articolo di Libero del 2o/7/2007), infatti, incarichi di altissimo livello all'interno delle Congregazioni (i ministeri del Vaticano) stanno per essere attribuiti a donne "in carriera" religiosa.
Se non fosse che il colore simbolo delle donne è il rosa, verrebbe da proprio da dire che la Chiesa cattolica è in crisi nera!

Altra chicca


Mammasingle in Love - Lucia Corna

Contenuto - Come riemergere dalla separazione e trovare un uomo decente pur avendo una figlia a carico, sopravvivendo agli incontri combinati degli amici, alle bollette e alla cellulite.
Commento - Il tipico manuale di autoaiuto: un prezioso vademecum che insegna alle donne come costruire una trappola efficiente per uomini anche in presenza di risorse scarse.
La solidarietà è una concetto di cui noi maschi pensiamo di poter fare a meno e che invece - se fossimo furbi e non rassegnati alla sconfitta - patricheremmo molto di più.

Novità editoriali







Mentre il maschio continua a spendere tempo e denaro per strapparle un appuntamento, la donna, imperterrita, teorizza la ribellione del sesso debole e - con deprecabile complicità degli editori - la mette per iscritto.
Nelle librerie italiane, infatti, proliferarano titoli sempre più minacciosi, prova inconfutabile e inquietante della congiura in atto:

1) Come uccidere il marito - Kathy Lette
Contenuto - Jazz Jardine, dea della casa e mamma a tempo pieno, viene condannata e incarcerata per aver ucciso il marito mentre era intento a passare l'aspirapolvere. Le amiche tenteranno di scaglionarla, dimostrando che il marito, apparentemente perfetto, era in realtà un indefesso donnaiolo e traditore.
Commento - Viene definito un romanzo sexy e divertente, un thriller rosa: evidentemente il pensiero di ammazzare il marito è uno di quelli che, alle donne, gli tira su il morale.

2) Adesso lo ammazzo - Diario segreto di una segretaria - Katharina Munk
Contenuto - La dura vita della segetaria di un top manager: costretta da un misero stipendio a fungere da braccio destro e anche sinistro, ad essere allenatrice e punching ball, padrona di casa e parafulmine, agenda umana e donna oggetto. Costretta a tessere le lodi di un "superman" che in realtà, senza di lei, crollerebbe in un secondo.
Commento - L'omicidio, stavolta, viene solo immaginato, desiderato, ma non commesso: non per bontà, ovviamente, ma per conservare lo stipendio!

Vita di coppia