"Come portarlo all'altare": nuova chicca in libreria

Titolo - Come portarlo all'altare
Autore - Alix Girod de l'Ain (ebbbene sì: un'altra Francese!)
Prezzo - Euro 8,90
Descrizione dell'opera - Dopo "Guida all'addestramento degli uomini", la collana "Pink generation" dell'editrice Morellini si arricchisce di un altro imperdibile vademecum. Al di là delle futili argomentazioni che il titolo lascia presagire, il vero pregio di questo manuale - e, ritengo, il motivo principale per cui verrà acquistato - è quello di consentire al maschio di continuare la sua operazione di analisi dei (presunti) meccanismi della psiche femminile. Dopo aver elencato una serie di motivi per cui vale la pena sposarsi (a quanto pare, anche le donne hanno bisogno di qualcuno che glie li ricordi), l'autrice - abile diluitrice di contenuti - viene al dunque soltanto al quarto fondamentale capitolo, che infatti si intitola "Come far sciogliere gli uomini che vi resistono". Le tattiche che il libro suggerisce, bisogna ammetterlo, sono piuttosto raffinate, essendo distinte per fasce d'età e - all'interno di queste - per tipologie umane: 1) gli uomini sotto i 30 anni: qui troviamo il giovane lupo (gentile a non scrivere l'affamato!), il casanova e i casi speciali (che, tradotto nel linguaggio comune significa patologici e includono, ovviamente, gli artisti) 2) gli uomini tra i 30 e i 40: che comprendono i divorziati (i più gravi tra loro sono definiti grandi ustionati: normale scottarsi, quando sei stato all'inferno!), gli irriducibili (perchè non ne fanno una serie televisiva?) e gli incomprensibili (le cosiddette bocce perse) 3) gli uomini oltre i 40 , anch'essi suddivisi in divorziati (è da otttimisti non averli inseriti anche nella categoria sotto i 30!), irruducibili e incomprendibili. Insomma: a parte i cadaveri (unendosi ai quali le donne eviterebbero sicuramente i litigi) ci sono strategie per tutti. A seconda del contesto e della personalità di chi la deve attuare, esiste poi una tecnica lenta ed una veloce: ma il rusiltato è garantito!
Commento - Il saggio offre una lettura piuttosto gradevole, soprattutto perchè le elocubrazioni femminili, quando non vengono subite e rimangono pura teoria, sono veramente esilaranti. L'autrice, però - e qui casca l'asino - cerca di sdoganare l'idea che la donna pensi ancora al matrimonio come scelta di principio, come luogo degli affetti. E ben si guarda dall'ammettere - come noi maschietti, purtroppo, abbiamo imparato a nostre spese - che il sacro vincolo si è rapidamente trasformato da una garanzia per l'uomo ad una vera e propria minera d'oro per la donna.


