Se sei maschio e hai ancora una dignità, sei una specie in via d'estinzione.

lunedì 30 aprile 2007

"Come portarlo all'altare": nuova chicca in libreria


Titolo - Come portarlo all'altare
Autore - Alix Girod de l'Ain (ebbbene sì: un'altra Francese!)
Prezzo - Euro 8,90

Descrizione dell'opera - Dopo "Guida all'addestramento degli uomini", la collana "Pink generation" dell'editrice Morellini si arricchisce di un altro imperdibile vademecum. Al di là delle futili argomentazioni che il titolo lascia presagire, il vero pregio di questo manuale - e, ritengo, il motivo principale per cui verrà acquistato - è quello di consentire al maschio di continuare la sua operazione di analisi dei (presunti) meccanismi della psiche femminile. Dopo aver elencato una serie di motivi per cui vale la pena sposarsi (a quanto pare, anche le donne hanno bisogno di qualcuno che glie li ricordi), l'autrice - abile diluitrice di contenuti - viene al dunque soltanto al quarto fondamentale capitolo, che infatti si intitola "Come far sciogliere gli uomini che vi resistono". Le tattiche che il libro suggerisce, bisogna ammetterlo, sono piuttosto raffinate, essendo distinte per fasce d'età e - all'interno di queste - per tipologie umane: 1) gli uomini sotto i 30 anni: qui troviamo il giovane lupo (gentile a non scrivere l'affamato!), il casanova e i casi speciali (che, tradotto nel linguaggio comune significa patologici e includono, ovviamente, gli artisti) 2) gli uomini tra i 30 e i 40: che comprendono i divorziati (i più gravi tra loro sono definiti grandi ustionati: normale scottarsi, quando sei stato all'inferno!), gli irriducibili (perchè non ne fanno una serie televisiva?) e gli incomprensibili (le cosiddette bocce perse) 3) gli uomini oltre i 40 , anch'essi suddivisi in divorziati (è da otttimisti non averli inseriti anche nella categoria sotto i 30!), irruducibili e incomprendibili. Insomma: a parte i cadaveri (unendosi ai quali le donne eviterebbero sicuramente i litigi) ci sono strategie per tutti. A seconda del contesto e della personalità di chi la deve attuare, esiste poi una tecnica lenta ed una veloce: ma il rusiltato è garantito!


Commento - Il saggio offre una lettura piuttosto gradevole, soprattutto perchè le elocubrazioni femminili, quando non vengono subite e rimangono pura teoria, sono veramente esilaranti. L'autrice, però - e qui casca l'asino - cerca di sdoganare l'idea che la donna pensi ancora al matrimonio come scelta di principio, come luogo degli affetti. E ben si guarda dall'ammettere - come noi maschietti, purtroppo, abbiamo imparato a nostre spese - che il sacro vincolo si è rapidamente trasformato da una garanzia per l'uomo ad una vera e propria minera d'oro per la donna.






giovedì 12 aprile 2007

PER IL MASCHIO INFEDELE? GOGNA ON LINE!




Calamorosa notizia sul Corriere della Sera:
ogni commento è superfluo.

Gogna online
I tribunali non fermano Don’t Date Him
Il sito che svergogna pubblicamente ex mariti e fidanzati supera una battaglia legale e prosegue nei suoi progetti di espansione


PHILADELFIA (USA) - Si mette male per i maschi americani, specie se rubacuori, sciupafemmine e un po’ mascalzoni. Il sito che li mette alla berlina ha infatti appena vinto una battaglia giudiziaria e continuerà indisturbato la sua attività di pubblica gogna. Don’t Date Him Girl ovvero “non uscire con lui, ragazza”, il servizio lanciato a fine 2005 che permette alle donne di pubblicare commenti anonimi sui propri ex, specificando anche in dettaglio tutti i motivi per cui non sono un “appuntamento” consigliabile, ha superato incolume la sfida legale lanciatagli da Todd Hollis, giovane avvocato di Pittsburgh a suo dire pesantemente diffamato dal sito per donne arrabbiate.
UOMINI ALLA GOGNA - Il professionista è stato accusato da alcune utenti di essere infedele, di non pagare gli alimenti ai suoi figli e di trasmettere spensieratamente malattie veneree tipo l’herpes. Don’t Date Him Girl permette infatti alle sue iscritte di creare i profili online degli uomini con cui hanno avuto a che fare, con tanto di nome cognome età luogo di residenza misure e foto dei propri carnefici sentimentali, che però a questo punto si sono trasformati loro malgrado in vittime, sbeffeggiate da file di commenti caustici. Dopo aver tentato inutilmente di convincere la proprietaria del sito, Tasha Joseph, a eliminare le informazioni su di lui, Hollis la scorsa estate è ricorso a un tribunale della Pennsylvania: a suo avviso la donna era colpevole di aver lasciato che fossero pubblicati commenti falsi, sui quali non viene esercitato alcun controllo.
NIENTE CONDANNA PER IL SITO - Il giudice però ha archiviato il caso perché non di sua competenza: la sede di Don’t Date Him Girl si trova in Florida. Una motivazione tecnica dunque che non sembrerebbe chiamare in causa la libertà d’espressione. Si tratta forse di una vittoria di Pirro per il sito fustigatore dei costumi maschili? Hollis può ancora provarci a Miami, ma è anche vero che per molti avvocati americani le possibilità di successo del giovane sono legate a come viene classificato il sito in questione, se una piattaforma neutra o un editore. La libertà di fornire una canale online su cui altri possono esprimersi è infatti protetta dal Communications Decency Act, così come è stato emendato nel 1996. In pratica questa legge esenta i fornitori di servizi internet dalla responsabilità sui contenuti pubblicati dai loro utenti. PRONTI PER LAS CHICAS - Per Todd Hollis potrebbe essere già un risultato riuscire a convincere Tasha Joseph a togliere i commenti su di lui, ma anche in questo caso le possibilità sono remote. Secondo la madrina delle fustigatrici gli uomini che si sentono ingiustamente ritratti sono liberi di intervenire sul sito e di far sentire la loro campana. Nel frattempo le erinni di Don’t Date Him continuano a flagellare la reputazione dei loro malcapitati ex. Il sito conta 500 mila contatti al giorno e un database di 27 mila profili, mentre è atteso, nei prossimi mesi, il lancio della versione in spagnolo, NoSalgasConElChicas.com. Con l’aggiunta del pathos latino si può star sicuri che farà scintille.

Carola Frediani

12 aprile 2007